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La prima volta dei cantautori italiani anni 70

I primi approcci dei cosidetti cantautori italiani anni 70. La prima canzone scritta, la prima volta in televisione, la prima volta a Sanremo.

I cantautori italiani anni 70 ci raccontano i primi passi della loro carriera artistica.

La prima canzone

Francesco Guccini uno dei cantautori italiani anni 70

Francesco Guccini molto giovane

La prima canzone scritta negli annali è “L’antisociale” però è la prima canzone di un certo genere. Perché avevo già scritto delle canzoni prima. Ho cominciato nel ’58 con una canzone che si chiamava Ancora che e meglio non..la seconda era conosciuta a Modena, nel giro, come Bimba. Era una specie di rockettino e poi altre, forse una decina di canzoni. Era un po’ così, fra il vecchio stile  e il desiderio di qualcosa di nuovo.

Poi arrivò a casa mia, non so chi, non so perché questo tizio “dai fai delle canzoni, anch’io”. Mi fece sentire una canzone, dice “sai la Vie en rose, ho fatto una canzone Io vedo la vita in rosso” e così mi venne in mente di fare questa canzone che è l’antisociale.

Fra l’altro a una festa delle matricole del ’66, capitai in un’osteria, arrivò uno studente e mi disse “ti faccio sentire una mia canzone” e mi fece sentire L’antisociale. Gli dissi “La canzone mi piace, però c’è una cosa…l’ho scritta io”. E lui”Ma scusa l’ho detto così per dire”. Girava già nel giro studentesco.

Tra i cantautori italiani anni 70 quello difficilmente riconosceresti è quel Francesco Guccini che sbucò in televisione.

La prima volta in televisione (Auschwitz)

Un terrore folle. Io, giovane giovane, avevo però già ventisei, ventisette anni, senza barba. Uno lì vicino doveva avere la mia chitarra e la frase “C’è qualcuno che ha una chitarra?”..capisci? E questo mi passava continuamente questa chitarra e io”non è il momento, non è il momento”.

Feci Auschwitz e tra l’altro c’era Arnoldo Foà nella trasmissione che mi disse”L’ha scritta lei? Complimenti, bravo”. È stata un’esperienza un po’…emozionatissimo, figurati. Questa canzone mi è venuta in mente leggendo un paio di libri. Uno era Il flagello della svastica e l’altro era Tu passerai per il camino. E così mi venne questa idea. Ho ancora da qualche parte il foglietto di carta a quadretti con il testo.

L’Equipe 84 la fece e ha cambiato un po’ il testo. Nel finale io dico “io chiedo quando sarà” mentre loro dicono “no, io non credo”. La loro era una versione più pessimistica.

(Francesco Guccini)

Cantautori italiani anni 70

Roberto Vecchioni

La prima volta a Sanremo è stata una cosa tremenda perché innanzitutto era al casinò. Sto parlando del ’73. Io ero il primo a cantare. Le signore stavano ancora entrando e togliendosi le pellicce, quindi metà canzone non l’ha sentita nessuno. In più ero emozionatissimo, impaurito. È stato un disastro, meglio dimenticarla quell’esperienza.

(Roberto Vecchioni)

 

 

 

 

Tra i cantautori italiani anni 70 ti saresti immaginato che qualcuno voleva fare l’attore western?

Francesco De Gregori all'inizio

Francesco De Gregori

Io credo di aver cominciato a scrivere canzoni verso i quattordici, quindici anni perché le canzoni le ascoltavo, mi piaceva che ci fosse una storia, un testo e una musichetta facile su cui cantarle. Quindi è stato quasi automatico il passaggio dall’essere un ascoltatore, un attento ascoltatore di canzoni anche da bambino… e poi dire se l’ha fatto un altro posso farlo anch’io.

Adesso non saprei dire qual è la prima canzone che ho scritto, però ho cominciato presto a pensare che le avrei potute scrivere e anche che le avrei potute cantare. Io come tanti sognavo di fare il cantante, come sognavo anche di fare l’attore di film western.

(Francesco De Gregori)

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  1. I cantautori anni 70 e 80 e il rapporto con la tecnologia | Cantautori italiani - 6 maggio 2013

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