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La politica in Italia vista dai cantautori

La politica in Italia non va bene. Questo in sostanza che emerge dalle dichiarazioni dei cantautori. Negli anni ’90 Giorgio Gaber fa un’analisi spietata della politica in Italia, concedendosi una ventata di ottimismo, auspicandosi una maggiore attenzione e partecipazione dei cittadini. Lui non c’è più, ma a distanza di anni la situazione non è cambiata affatto.

Giorgio Gaber e la politica in Italia

Giorgio Gaber

Ritengo che in Italia siano i cittadini al servizio dei partiti e non i partiti al servizio dei cittadini e quindi questo strapotere dei partiti mi vede assolutamente contrario. Considero che in linea di massima la politica sia quasi esclusivamente un gioco di potere e i cittadini massa di manovra.

Ecco perché non voto, d’altronde ho le mie opinioni e non è che questo impedisca evidentemente di sentirsi in qualche modo testimone, anche quelle cose che si dicono in teatro, delle proprie forse anche di altre posizioni politiche sociali di quello che accada. Mi sembra che in questo momento in Italia è successo un bel cataclisma. Ben venga!

Credo che in questo momento il discorso politico voli molto basso, sento che i dibattiti televisivi […] sono  un po’ un pollaio in effetti. Però credo che in qualche modo si stia arrivando a una maggior chiarezza e quindi un discorso che vada nella direzione di una reale presa di posizione da parte della gente visto che sono successe cose che non hanno lasciato indifferente i cittadini italiani, quindi una maggior partecipazione, non per citare una mia canzone per carità, ma una maggior attenzione ai problemi sociali, politici pare che sia avvenuta.

Credo che le cose vanno nella direzione che gli elettori indicano, ma forse ora il gioco è più scoperto e se qualcuno non farà quello che ha promesso o se qualcuno non si opporrà in maniera corretta, visto che questa opposizione è mancata in questi anni credo che la gente sia più attenta e probabilmente li mandi a casa. Corriamo meno il rischio di avere dei politici che sono al governo o al parlamento per cinquant’anni.    

(Giorgio Gaber 1994)

Francesco De Gregori in una versione tutt’altro che ottimista, dichiara il fallimento della politica in italia.

Il cantautore italiano Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

Io credo che ci troviamo di fronte il fallimento della politica, non solo in Italia, ma nel mondo. E quindi non mi fa sperare. Dopo c’è sempre un secondo, terzo, quarto tempo, ma non credo che questo sia un momento adatto alle speranze di nessuno, è un momento adatto per il lavoro, perché i politici lavorino, perché riscoprano in sé la loro necessità, il loro ruolo, le loro urgenze, ma certo quello che succede oggi nel mondo dimostra il fallimento della politica.

L’arte è al di là della politica, anche se a volte la contamina e ne viene contaminata, ma l’arte è qualcosa che dovrebbe riscattarci dal quotidiano, dal contingente. In quel senso lì, io sono un uomo fortunato, sono un uomo libero, sono un artista, anche quando scrivo canzoni, ho scritto canzoni che avevano a che fare forse con la politica, che parlavano di questo paese; ho cercato di scrivere canzoni che parlavano del ruolo che noi abbiamo nel nostro vivere insieme agli altri…la storia no..questo stare nella storia.

È un dramma aver affrontato un tema così in una canzone, me la porto appresso con orgoglio, ma anche con una certa fatica. Certe sere quando la canto dico ma…chi lo sa, ho fatto bene? Ero sincero quando l’ho scritta? Sono sincero adesso che la sto cantando? La risposta è che non lo so, però sono un artista e questo mi salva da altre cose.

(Francesco De Gregori)

Potremo continuare con altre testimonianze di altri cantautori, ma il registro non cambiarebbe affatto.

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  1. Fabrizio De Andrè. Testi contro la guerra nella canzone d'autore | Cantautori italiani - 7 giugno 2012

    […] mi sono schierato. Io non pretendo che nessuno conosca la mia vita, tanto meno i miei atteggiamenti politico sociali, ma è dal 1957, io avevo 17 anni allora, da quando frequentavo i circoli libertari di […]

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