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La canzone d’autore italiana cresciuta nel Folkstudio

Molti protagonisti della canzone d’autore italiana e non sono passati se non nati nel locale romano del Folkstudio. Un centro di attenzione dove si è vista nascere la canzone d’autore italiana.

Otello Profazio e il folkstudio

Otello Profazio

Sono passati tanti anni da quando mi sono accomodato su questo seggiolone per la prima volta. Era molto bello,eravamo un gruppo di amici appassionati di cose strane che erano il folk, il jazz, varie cose che non erano allora di moda. Adesso magari sono già passate di moda. Era molto bello perché ci si raccoglieva qua, ci consultava, si parlava del sud. Questo mi interessava a me. Del sud non campanilisticamente, perché il sud è una categoria dello spirito più che altro.

Si parlava dell’annosa questione meridionale. Ricordo che una canzone tra le pochissime che ho composto, perché io sono soltanto un ricercatore di norma, l’ho composta qua dentro consultandomi con gli spettatori. Al Folkstudio dell’epoca si cantavano tanti tipi musiche ed era veramente privilegiata la ballata.

(Otello Profazio)

 

giovanna marini

Giovanna Marini

Già incominciavano a volere cantare tutti insieme delle cose della canzone politica per esempio. Prima invece il Folkstudio non aveva mai cantato; io appunto ero partita cantando  le ballate trovadoriche inventate da me per poi arrivare invece a scoprire prorpio tramite il Folkstudio l’impegno, la canzone politica, il canto delle filandere per esempio. E lì è successo, questo era importante. Pian piano, sempre con il passare degli anni, ecco! Questa è la virtù del Folkstudio, è rimasto fermo, ferma la disponibilità della gente a sentire e della gente a parlare.

(Giovanna Marini)

 

 

In un’intervista De Gregori accenna le differenze tra la rete e il mitico locale romano che ha contribuito alla crescita della sua canzone d’autore italiana.

La canzone d'autore di Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

Il folkstudio è stato ed è tutt’ora una parte del mio cuore. Difficile per me è risponderti a modo, perché ha rappresentato un pezzo della mia vita, del mio modo di diventare pian piano quello che sono, un cantante, legato a dei ricordi, a delle persone. C’era un tipo di comunicazione che direi molto calda rispetto a quella di un sito.

È il colore di questa comunicazione che non è paragonabile. Però sicuramente come il folk-studio, la rete permette di non avere mediazioni. Non ho fisicamente davanti la signora o il signore, il ragazzo o la ragazza che batte le mani o come spesso succedeva se ne va, va a bere una cosa oppure va via perché gli viene da vomitare!

(Francesco De Gregori)

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