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I nuovi cantatori italiani e la ralazione con la canzone d’autore

La canzone d’autore prosegue il suo cammino con i nuovi cantautori italiani. Ognuno di essi sceglie le forme musicali più adatte, seguendo percorsi diversi. Qui di seguito possiamo trovare brevi testimonianze dei nuovi cantautori italiani che difficilmente riescono a identificarsi con questa tipologia, ma che conservano caratteristiche fondamentali di rilievo della canzone d’autore come l’impegno nella scrittura dei testi.

I nuovi cantautori italiani e la canzone d'autore

Vinicio Capossela

Non è certo un periodo di quelli mitici dell’oro in cui c’erano delle scuole, in cui c’erano gruppi di veri e propri di cui si poteva dire “ecco sta succedendo questa cosa nuova, i cantautori di questo tipo”. Credo che anche il percorso della canzone d’autore ripercorra e rifletta quello estremamente individualista dell’epoca, quindi io credo che siano tutte individualità che in qualche modo si fanno sentire come si sono fatti sentire.

C’è un cambiamento grosso nel modo di fruire la musica, in un certo senso la rende più semplice e accessibile, in altro senso destabilizza l’industria come la si è abituata a concepire. Prima cosa bisogna capire che cosa s’intende per canzone d’autore. Per me è stato sempre qualcosa che ti obbliga ad accendere qualche sigaretta, qualcosa che ti tocca nell’animo qualche corda di più grande di te, che ti fa fare i conti con la tua vita. Questo è la differenza tra la canzone d’autore, e quella, diciamo, pop.

(Vinicio Capossela)

Tra i nuovi cantautori italiani non troviamo solo artisti dotati di una sola chitarra, pur se la forma di canzone d’autore rimane; oltre all’attenzione ai testi c’è una particolare dedizione agli arrangiamenti musicali e come nel caso di Caparezza, la canzone diventa parlata.

I nuovi cantautori e il cantautorato

Paolo Benvegnù

Io parlo di questi temi identificati come sociali, impegnati eccetera, però ci sono spunti di altra natura, anche sentimentali. Il tema del sociale non deve essere soprattutto retorico. Impossibile che uno che sta facendo un pezzo che dice”La guerra è brutta, la guerra è brutta, la guerra è brutta”, mi fa gagare. Bisogna cercare di prendere l’argomento e dargli il tuo linguaggio, come non lo farebbe un altro.

Considero riduttivo ogni forma di schematizzazione musicale, di collocazione sullo scaffale della musica. Non so se io possa effettivamente essere considerato un rapper. Il mio rap non viene propriamente da una scena, per me è una forma di comunicazione. Nel mio trascorso di ascoltatore della musica c’è tutto anche cantautorato, anzi sono forse più affezionato al cantautorato. 

(Caparezza)

Il fenomeno della canzone d’autore, del cantautorato rimane legato alla sua nascita negli anni ’60, ’70. Cambia pelle, ma di fondo i nuovi cantautori italiani, anche se non vengono definiti tali partono sempre dalla stessa matrice.

Paolo Benvegnù e la canzone d'autore

Paolo Benvegnù

Nella realtà io penso ancora adesso di fare musica sperimentale però partendo da quello che è la forma canzone, perciò ovviamente questa è la forma più assoluta, nella mia maniera di essere persona, perché questo mi emoziona oltre a tantissima altra musica. È il magico triangolo tra armonia, melodia e testo che a mi sfonda. […] Quello che sento è che ho dei limiti molto ampi da andare a cercare, perché non mi sono impegnato ancora completamente in questa cosa. Ho sempre un sorta di attrazione-repulsione, un po’ mi fa anche paura.

Nel tempo penso di andare ben oltre come scrittura e anche come sonorità. In Italia ci sono cose particolari […]Marta sui tubi secondo me sono stati già una rivoluzione nella musica italiana, quello che potrebbe essere un’evoluzione del cantautorato. Però io ritengo che sia assurdo pensare che i Marta sui tubi siano cantautorato, magari, e Nick Cave un songwriter . Non c’è differenza, uno scrive dei pezzi e poi li suona insieme ad altri.

(Paolo Benvegnù)

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