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I cantautori anni 70 e 80 e il rapporto con la tecnologia

A differenza delle nuove leve del cantautorato, i cantautori anni 70 e 80 hanno un rapporto difficile con le tecnologie.

Il cantautore italiano Francesco De Gregori

Il cantautore italiano Francesco De Gregori

Non è vero che non sia stato un fautore delle novità tecnologiche. Diciamo che ho pensato che potessero anche non riguardarmi direttamente come artista, come performer. Il mio mondo, quello del lavoro, della mia professione è molto variegato.

Si usano molti strumenti di comunicazione, il primo è la voce. Io vado davanti a un pubblico e canto. Si parte da quello, la cosa più antica e meno dolorosa. Poi ce ne sono altri, la carta stampata, la televisione, la radio, tutte cose su cui i mio controllo non è illimitato. Più passa il tempo e probabilmente ho meno ho voglia di controllare questo tipo di comunicazione. Mentre dall’altra parte si affaccia la comunicazione nella rete.

Io non sono mai stato un fautore nel senso che non ho mai condiviso un entusiasmo tipo messianico per la novità che è rappresentata da internet. Non credo che sia la scoperta dell’elettricità, quella è stata una scoperta molto importante. A volte penso che noi usiamo un computer, un cellulare, già pensare la stessa cosa che usavamo cinque anni prima ci fa ridere, sia nella forma, nel design, nelle opzioni, nelle possibilità. Quindi trovo che questo mondo sia da non adorare come se fosse un totem.

Ho visto parecchie rivoluzioni di questo tipo [nell’ambito musicale] da quando ho iniziato a fare i miei dischi. Quando ho cominciato esisteva ancora una cosa chiamata quarantacinque giri e quindi ho visto la sparizione di quel tipo di supporto, l’avvento di un altro tipo di supporto, l’esaurimento del cd, ho visto il giradischi, ho visto i registratori con il nastro, ho visto il walkman.

Già il walkman è una cosa abbastanza odiosa, scomodissima, mi cadeva sempre. La riproduzione del suono con queste cuffiette…addirittura non mi piaceva la gente che andava in giro con il walkman. Non vorrei sembrare un luddista, quelli che odiano la modernità. Mi affido volentieri a tutto ciò che il tempo, la modernità o la contemporaneità porta con sé, però non ne sono un adoratore.

(Francesco De Gregori)

Francesco Guccini, un altro cantautore anni 70 ci dice di aver provato anche a giocare con i videogiochi!

La canzone d'autore di Francesco Guccini

Francesco Guccini

La concezione del tempo è diversa, tutto va più veloce, tutto sfugge. Basta pensare ai computer. Uno prende un computer, io per lo meno fatico come una bestia a capirci qualcosa, finalmente hai capito decidi di cambiarlo e lì rincominci di nuovo.

Alla domanda: ti sei fatto regalare un videogioco?

Ah sì, però ho abbandonato dopo un’ora, dieci minuti e cinque secondi, perché ci volevano cinque mani addirittura. Dice, con questo qua pigi questo, con quell’altra pigia quello e con quell’altra ancora…come con quell’altra ancora? No è stato un errore, pensavo di essere superiore alle mie debili forze.

(Francesco Guccini)

Infine una testimonianza di Pino Daniele, uno dei cantautori anni ’80, che fa un uso della rete in relazione al prorpio lavoro.

Pino Daniele

Pino Daniele

Oggi si lavora si lavora anche con i file. Io ho incontrato Mina, la  conosco è un artista molto particolare. Con alcuni artisti gli dai il tempo di lavorare con calma a casa, di incidere le cose, te le rimanda attraverso la rete, poi tu ci lavori sopra. Per quanto mi riguarda la rete serve a questo, io uso la rete e il computer in questo modo.

(Pino Daniele)

 

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