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Francesco De Gregori. Due chiacchiere con il cantautore italiano – Parte 2

Riproponiamo il seguito dell’intervista a Francesco De Gregori che abbiamo proposto nel precedente post in cui il cantautore italiano risponde alle domande dei suoi fans in compagnia del giornalista Mollica.

Francesco De Gregori ci svela alcune curiosità e molto interessante è come il cantautore italiano abbia affrontato la scrittura di alcune canzoni.

Il cantautore italiano Francesco De Gregori

Il cantautore italiano Francesco De Gregori

Gino Paoli tempo fa disse che avrebbe voluto scrivere lui la canzone “La donna cannone”. Quale canzone avresti voluto scrivere di Gino Paoli?

Non è per piangeria, ma veramente più di una. Cito sempre “Il cielo in una stanza”, ma “Sapore di sale”, anche qualcuna delle più recenti  perché lui sa come si scrive una canzone.

Sarebbe bello vedere un grande poeta a Sanremo. C’è qualche possibilità per quest’anno?

Questa è una tassa che devo pagare ogni volta, tutti gli anni perché Sanremo c’è tutti gli anni. Siamo più o meno coetanei io e Sanremo, credo. Siamo riusciti a sopravvivere tranquillamente bene, io per lo meno, senza mai incontrarci. Non vedo per quale motivo dovremmo cambiare questa meravigliosa abitudine. Io posso fare a meno del festival di Sanremo e sono convinto che il festival di Sanremo possa fare a meno  di Francesco De Gregori. Sono convinto che un ascoltatore possa vedere Francesco De Gregori da qualche altra parte senza per forza guardare il festival si Sanremo.

Come hai scelto i tuoi musicisti? Qualche aneddoto

Li ho scelti in base alla loro qualità musicale, però molte volte è stata una scelta che è venuta talmente automatica che non ho mai dovuto mettere un’inserzione sul giornale. Sono arrivati come la manna dal cielo. Ho trovato sempre gente che mi diceva “vuoi vedere come suona questa tua canzone?” oppure “mi fai sentire come suoneresti questa mia canzone?” e andavano bene subito.

Come è nata la canzone “Un guanto”, cioè i pensieri che ti son scaturiti dopo aver visto il quadro sino ad arrivare alle parole della canzone?

Non è un quadro, ma dieci litografie che raccontano una storia. Una storia onirica, complicata apparentemente senza senso, comunque una storia d’amore.

Il pittore era?

Max Klinger, surrealista. Mi piaceva molto questa serie di immagini e la trovavo straordinaria e niente, sono andato appresso alle immagini. Ho preso un’immagine e ho cercato di codificarla in un testo scritto. Ci ho messo sopra una musichetta abbastanza country. Questa è un’altra canzone, non in cinque minuti, ma in cinquanta minuti.

C’è stata una canzone che ti ha fatto patire?

“Alice”. È una delle poche canzoni che ho fatto prima tutta la musica e poi con una certa fatica, in tre mesi, c’ho messo le parole. Alcune volte va così.

Cosa si prova a farsi fotografare con un appassionato delle sue canzoni? C’è la percezione che a volte si corona il sogno di qualcuno?

Io detesto farmi fotografare con qualcuno che si avvicina e dice “facciamo una foto insieme?”. Lo so che dico una cosa sgradevole, ma credo che la foto grafia sia una cosa molto importante, un momento del tuo privato. Non amo generalmente farmi fotografare e quindi preferisco con i miei ammiratori, con le persone che incontro, avere un rapporto sicuramente più sostanziale di quello che può essere uno scatto. Preferisco stringergli la mano, se c’è tempo chiedergli come sta, cosa fa, allora quello ha una sostanza. La foto vuol produrre un santino che poi magari viene messo su Facebook, viene messo su una specie di carniere. È una povera cosa. Se qualcuno volesse fare invece un ritratto a matita insieme a un mio piccolo fan, ogni volta lo preferirei. Se qualcuno mi dicesse “ci facciamo fare un disegno insieme?”allora sì, potrei farlo, ma la foto no. Il ritratto obbliga una fatica artistica da parte di chi lo esegue, mentre il fatto che basti premere un bottone per portarsi a casa chissà che, quello non mi convince.

Un vescovo usa spesso le tue canzoni come testi per farci riflettere sull’importanza della vita.

Anch’io uso spesso le cose che sento dire da un vescovo, da un prete o che posso leggere sul vangelo per riflettere sull’importanza della vita e anche per scrivere le canzoni chi lo sa?

 

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