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Chi ascolta la canzone d’autore?

Qual è l’età, i gusti degli ascoltatori dei cantautori? Come si comportano? Chi ascolta la canzone d’autore? Vediamo cosa ne pensano due personaggi rappresentativi della canzone d’autore.

 

La canzone d'autore di Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè

Dal punto di vista anagrafico direi che il pubblico cha ha seguito i concerti, la parte più numerosa, andava tra i venti e i quaranta anni. A ruota direi che seguivano i quaranta-sessantenni e poi una modesta parte di quelli che potremmo chiamare ragazzi.

Poi sono valutazioni che vanno fatte a livello individuale perché magari uno di quindici anni è più maturo di uno di diciotto, diciannove. Questo per quanto riguarda il dato anagrafico, per quanto riguarda invece il comportamento direi che è un pubblico più composto, più attento quasi un pubblico da teatro. Meno chiassoso, meno casinista di quello che avevo constatato dal precedente tournee dei palasport che risale a sei anni fa.

Questo naturalmente non vuol dire che non sia un pubblico partecipe, anzi è successo, non poche volte, che proprio a metà del concerto siano scoppiati applausi che sono durati anche due, tre minuti di orologio. Alla fine essere chiamati innumerevoli volte sul palcoscenico tanto da farmi trattenere a stento qualche aberrante lacrima di autocompiacimento. Un pubblico che mi è piaciuto molto, sono molto soddisfatto.

E soprattutto un comportamento che direi omogeneo dal sud al nord, il che vuol dire che gli italiani si assomigliano molto. Le esplosioni di entusiasmo come possono essere successe a Bari o a Napoli, le ho constatate anche a Verona o a Treviso così come a Bologna o altre situazioni.

(Fabrizio De Andrè)

Come De Andrè, Anche De Gregori sa riconoscere una particolarità del suo pubblico, ma non si vuole soffermare più di tanto nel delineare precisamente chi ascolta la sua canzone d’autore per non trovarsi a scrivere in prospettiva di un ipotetico pubblico da soddisfare.

La canzone d'autore di Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

Ci sono vari tipi di fans. Ci sono quelli che io chiamo i talebani, sono quelli che vorrebbero sapere che numero di scarpe porto. Ci sono a me dedicati in internet , dei blog, in cui io non vado mai, ti giuro..insomma mi raccontano degli amici “lo sai che hanno detto questo..”; questi si interessano della mia vita in modo micidiale. Io non seguo quel tipo di tracciato. È noiosissimo occuparsi della vita di qualcuno come alcuni si occupano della mia. Sono anche affari loro!


Ho un’idea abbastanza vaga del mio pubblico, poi certo ieri sera davanti a me ho avuto il mio pubblico. Non saprei dividerlo ne per fasce di età, ne per gusti, cerco di non avere un’idea precisa, di non volermela fare questa idea perché se uno già sa chi è il destinatario poi dopo inevitabilmente si lascia condizionare nel momento in cui scrive una canzone. “Se io so che un pubblico di quel tipo allora scrivo quella canzone che piaccia a questi “..sarebbe un inferno.

(Francesco De Gregori)

Alla domanda “Ci pensi a chi ascolterà le tue canzoni?” Fossati rispondeva così:

Cantautori italiani

Ivano Fossati

Non spesso, perché mi sembra sempre più rispettoso nei confronti delle persone che ascolteranno, fare quello che voglio fare. Rincorrere il pubblico non mi piace. Anche se io conosco il mio pubblico. So che un tipo di canzone gli piacerà di più, capisco che sto andando in una direzione che gli piacerà.

(Ivano Fossati)

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  1. Il rapporto tra i cantautori italiani e la televisione | Cantautori italiani - 7 giugno 2012

    […] questo grandissimo pubblico che troviamo nei concerti più particolari, magari più interessanti, anche volendo meno […]

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